“L’apertura della consultazione pubblica sulle nuove Disposizioni di Vigilanza per le Banche di Credito Cooperativo avvia un percorso significativo di ascolto, coinvolgimento ed elaborazione interna che porterà ad una posizione comune del Credito Cooperativo e contribuirà a “scolpire” l’ultimo, fondamentale tassello normativo necessario a completare la riforma di sistema del 2016”. Così il Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba ha commentato l’avvio - da parte della Banca d’Italia - della consultazione sulla normativa secondaria di settore che si concluderà entro il 10 novembre.
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Il Gruppo Bancario Cooperativo guidato da Iccrea comincia il percorso verso la sua effettiva costituzione. La futura capogruppo, alla quale hanno aderito 162 BCC, si candida a posizionarsi al terzo posto in Italia, dietro Unicredit e Intesa San Paolo, per numero di sportelli e per fondi propri.
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Le banche di credito cooperativo con la riforma in corso di attuazione “potranno ricorrere al mercato e rafforzare il sostegno alle economie locali con maggiore efficienza, sicurezza, conservando lo spirito mutualistico che le contraddistingue”, è quanto afferma il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle considerazioni finali.
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La solidarietà del Credito Cooperativo, con il progetto “Terremoto Centro Italia” promosso da Federcasse a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto e da quello del 30 ottobre 2016, ha consentito di raccogliere - ad oggi - attraverso soci, dipendenti, clienti delle BCC e Casse Rurali italiane la somma di 1.400.000 euro.
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Cassa Centrale ha annunciato ieri che l’obiettivo di dare vita a un gruppo bancario del credito cooperativo alternativo con base in Trentino è ormai raggiunto. “Puntiamo ad avere 111 Bcc nel nostro perimetro ed imporci come settimo gruppo bancario in Italia” ha dichiarato Mario Sartori, direttore generale di Cassa Centrale Banca.
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In una lettera aperta al Corriere della Sera, il Presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha contestato il luogo ormai comune che associa Mafia Capitale alle Cooperative italiane. “Vorremmo serenamente affrontare e sfatare questa credenza - si legge nell’articolo - dove i ras delle cooperative non sono degli amministratori criminali che hanno ampio eco mediatico, ma solo dei delinquenti. I veri dominus sono i soci e i lavoratori, motore dell’azione delle cooperative”.

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